Ecotassa

La proposta di legge ha lo scopo di rendere meno economico lo smaltimento in discarica dei prodotti di lavorazione degli impianti di trattamento meccanico biologico, di trattamento meccanico e di tritovagliatura attraverso l’aumento del tributo speciale, al fine di favorire la riduzione ed il riciclo dei rifiuti.
La legge 28 dicembre 1995, n. 549, con i commi da 24 a 41 dell’art.3, ha istituito quella che comunemente viene conosciuta come ecotassa sulle discariche, “il tributo speciale per lo smaltimento in discarica dei rifiuti solidi”. Il tributo è stato istituito con le finalità ben descritte nel comma 24, in cui si indicano quali obiettivi prioritari, la prevenzione della produzione di rifiuti, il recupero di materia ed energia. Quindi, il legislatore ha inteso tassare quella che si ritiene essere la forma di gestione dei rifiuti a maggior impatto ambientale, la discarica, con il preciso fine di attivare un sistema in cui si creassero le condizioni per privilegiare forme di gestione ambientalmente più compatibili; la raccolta differenziata dei rifiuti, il recupero di materia e il recupero energetico tramite termocombustione.
L’imposta è dovuta dal gestore dell’impianto di discarica o di incenerimento, qualora sia privo di sistemi di recupero energetico, con diritto di rivalsa sul soggetto che conferisce i rifiuti. La legge istitutiva definisce i principi di base dell’ecotassa, delegando poi alle regioni, in quanto soggetti competenti in materia, le definizioni e l’articolazione di parametri specifici in relazione alle peculiari caratteristiche locali.
Il gestore dell’impianto versa il tributo alla regione, o alla provincia competente in presenza di una delega specifica, con scadenza trimestrale; ogni anno, alla scadenza dell’ultimo trimestre contributivo, il gestore dell’impianto, è tenuta a presentare una dichiarazione contenente l’indicazione delle quantità complessive di rifiuti conferiti nel proprio impianto nonché nota relativa ai versamenti effettuati. La base imponibile è costituita dalla quantità, espressa in kilogrammi, dei rifiuti smaltiti nell’impianto.
La legge identifica tre macro categorie di rifiuti: a) i rifiuti speciali dei settori minerario, estrattivo, edilizio, lapideo e metallurgico; b) le altre tipologie di rifiuti speciali; c) tutte le altre tipologie di rifiuti (in sostanza i rifiuti urbani).
L’imposizione di una tassa sullo smaltimento in discarica rientra ampiamente nella logica, sempre più diffusa ed estesa, dell’utilizzo di strumenti economici per modificare i comportamenti e le scelte degli operatori e dei soggetti coinvolti, in maniera tale da indurli a considerare gli effetti ambientali delle loro azioni. In questo senso, più volte a livello europeo, sia nel V° Programma d’Azione Ambientale dell’UE del 1992 che nel recente VI° Programma, oltre a quanto indicato anche dall’OCSE nel documento “Managing the Environment: the Role of Economic Instruments” del 1994.
La Regione Lazio ha legiferato in merito alla c.d. ecotassa attraverso la Legge Regionale n.42 del 1998 Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi.
L’attuale ecotassa per i Rifiuti urbani e speciali non pericolosi assimilati a urbani provenienti da raccolta differenziata o da separazione meccanica è determinata in 10,329€/t, questa proposta di legge ha lo scopo di portare il tributo speciale per i rifiuti speciali (CER 190501, 190503, 191212) derivanti da trattamento meccanico biologico, da trattamento meccanico e da tritovagliatura, a euro 25,82 euro/t rifiuti ovvero dall’aliquota massima prevista dall’articolo 3, comma 29, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
Questo perché c’è la convinzione che una elevata “ecotassa” possa incentivare le autorità preposte alla gestione dei rifiuti (pubbliche o private) a realizzare scelte ottime tra le diverse opportunità a loro disposizione, quindi a prevedere sempre di meno lo smaltimento finale a favore della riduzione e riciclo dei rifiuti.